E' stato recentemente pubblicato sulla rivista "Il Fisco" (edita dalla "Wolters Kluwer") il mio studio "Il mutuo dissenso immobiliare e le ragioni pro imposta fissa di registro" (rivista "Il Fisco", numero 29/2018 - pag. 2838 e ss.).
La Cassazione ritiene il mutuo dissenso immobiliare quale "contrarius actus" comportante necessariamente l’applicazione del l’imposta proporzionale di registro.
Tuttavia non sembra che tale orientamento possa ritenersi in alcun modo condivisibile. Ciò in quanto l’interpretazione sistematica delle diverse disposizioni di riferimento, del Testo Unico dell’imposta di registro e del Codice civile, induce a ritenere che la tesi del mutuo dissenso come "contrarius actus" sia definitivamente da abbandonare e per cui parlare di “retrocessione” come effetto del mutuo dissenso di un contratto ad effetti reali costituisce una affermazione erronea ed illogica, frutto di un abbaglio ricostruttivo di detta fattispecie negoziale, della sua natura e dei suoi effetti.
In base a puntuali argomentazioni civilistiche e di ordine tribuatrio, si conclude che per il mutuo dissenso immobiliare sia dovuta solo l'imposta fissa.
Notiziario
Il mutuo dissenso immobiliare e le ragioni pro imposta fissa di registro
Pubblicato il 26 Jul, 2018
Estinzione di Censi e Livelli (per non uso ventennale o per prescrizione)
Pubblicato il 1 Sep, 2017
E' qui disponibile il mio articolo "Estinzione di Censi e Livelli (per non uso ventennale o per prescrizione)".
Quando si parla di censi e livelli si fa riferimento a situazioni giuridiche dotate di profonda equivocità, risalenti a tempi lontanissimi, non più disciplinate dal vigente Codice Civile, ma che comunque ancor oggi hanno estrema rilevanza.
Articolo redatto il 1 settembre 2017.
Si invita alla lettura.
Prescrittibilità di censi e livelli
Pubblicato il 29 Aug, 2017
E' stato recentemente pubblicato sulla rivista “Notariato" (edita dalla "Ipsoa") il mio studio "Prescrittibilità di censi e livelli" (rivista "Notariato", numero 4/2017 - pag. 407 e ss.).
In questo mio studio si propone una innovativa tesi circa la prescrittibilità di censi e livelli: dopo aver effettuato una breve ricognizione degli istituti del livello, del censo e delle decime dominicali, si conclude sostenendo che essi possano essere qualificati come “oneri reali”, e che essi, in quanto tali, si estinguono in seguito ed in virtù di non-uso ventennale (se si ritiene che gli oneri reali siano da inquadrare fra i rapporti reali), ovvero in virtù di prescrizione decennale (se si ritiene che gli oneri reali siano da inquadrare fra i rapporti obbligatori). Aderendo a siffatta ricostruzione, ai livelli non si deve estendere la generale disciplina giuridica dell'enfiteusi, ma quella degli oneri reali; per cui il mercato immobiliare verrebbe ad essere liberato dal presunto vincolo enfiteutico di perpetuo dominio del concedente, il più delle volte oggi ignoto o sconosciuto.
In forza della detta qualificazione, inoltre, si potrebbe plausibilmente sostenere che al confinante livellario competa il diritto di prelazione agraria.
In conclusione, aderendo a queste riflessioni e a questa ricostruzione storica e teorica del livello, il mercato immobiliare verrebbe ad essere liberato dalla evanescente ma ingombrante figura del concedente, normalmente un illustre ignoto deceduto da chissà quanti anni o decenni o secoli, ma che però sopravvive o rischia di sopravvivere in aeternum nelle visure catastali.
N.B. Per una rielaborazione sintetica di tale studio, vedasi l'articolo qui presente dal titolo "Estinzione di Censi e Livelli (per non uso ventennale o per prescrizione)", pubblicato il 1 settembre 2017.
Il Mutuo Dissenso e il suo Profilo Fiscale (Registrazione a Tassa Fissa)
Pubblicato il 7 Apr, 2016
E' qui disponibile il mio articolo "Il Mutuo Dissenso e il suo Profilo Fiscale (Registrazione a Tassa Fissa)".
La figura del "mutuo dissenso" ha formato oggetto di un vivace dibattito in dottrina e di contrastanti interventi giurisprudenziali, sia in campo civilistico, sia in campo tributario. Sulla base di una puntuale interpretazione letterale e sistematica dell'art.28 T.U.R., si conclude che il contratto di mutuo dissenso va registrato a tassa fissa, giammai con imposte proporzionali.
Articolo redatto il 5 aprile 2016.
Si invita alla lettura.
La S.C. sulla tassazione del mutuo dissenso di una compravendita immobiliare
Pubblicato il 29 Feb, 2016
E' stato recentemente pubblicato sulla rivista “Notariato" (edita dalla "Ipsoa") il mio studio "La S.C. sulla tassazione del mutuo dissenso di una compravendita immobiliare" (rivista "Notariato", numero 1/2016 - Gennaio-Febbraio 2016 - pag. 67 e ss.).
Secondo la Cassazione (Ordinanza n.4134 del 5 febbraio 2015), il “mutuo dissenso” è un nuovo contratto, con contenuto eguale e contrario a quello originario ed è soggetto a tassazione con imposta proporzionale ex art. 28, comma 2, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
Nel mio studio si esamina criticamente la detta Ordinanza n.4134 della Cassazione del 5 febbraio 2015 e se ne rileva l’insostenibile leggerezza argomentativa. In particolare si esamina il testo dell'art.28 del T.U.R. sul piano strettamente normativo, interpretandolo sistematicamente con l'art.20 del T.U.R., con l'art.8 lettera "e" della Tariffa Parte Prima T.U.R. e con l'art.53 della Costituzione.
Conclusivamente si dimostra che il mutuo dissenso è un atto dotato di una sua autonomia e tipicità, con effetti eliminativi e ripristinatori, mai con effetti traslativi; per cui l’atto merita di essere assoggettato a imposta fissa.
N.B. Per una rielaborazione sintetica di tale studio, vedasi l'articolo qui presente dal titolo "Il Mutuo Dissenso e il suo Profilo Fiscale (Registrazione a Tassa Fissa)", pubblicato il 7 aprile 2016.
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