E' stato recentemente pubblicato sulla rivista “Notariato" (edita dalla "Ipsoa") il mio studio "Prescrittibilità di censi e livelli" (rivista "Notariato", numero 4/2017 - pag. 407 e ss.).
In questo mio studio si propone una innovativa tesi circa la prescrittibilità di censi e livelli: dopo aver effettuato una breve ricognizione degli istituti del livello, del censo e delle decime dominicali, si conclude sostenendo che essi possano essere qualificati come “oneri reali”, e che essi, in quanto tali, si estinguono in seguito ed in virtù di non-uso ventennale (se si ritiene che gli oneri reali siano da inquadrare fra i rapporti reali), ovvero in virtù di prescrizione decennale (se si ritiene che gli oneri reali siano da inquadrare fra i rapporti obbligatori). Aderendo a siffatta ricostruzione, ai livelli non si deve estendere la generale disciplina giuridica dell'enfiteusi, ma quella degli oneri reali; per cui il mercato immobiliare verrebbe ad essere liberato dal presunto vincolo enfiteutico di perpetuo dominio del concedente, il più delle volte oggi ignoto o sconosciuto.
In forza della detta qualificazione, inoltre, si potrebbe plausibilmente sostenere che al confinante livellario competa il diritto di prelazione agraria.
In conclusione, aderendo a queste riflessioni e a questa ricostruzione storica e teorica del livello, il mercato immobiliare verrebbe ad essere liberato dalla evanescente ma ingombrante figura del concedente, normalmente un illustre ignoto deceduto da chissà quanti anni o decenni o secoli, ma che però sopravvive o rischia di sopravvivere in aeternum nelle visure catastali.
N.B. Per una rielaborazione sintetica di tale studio, vedasi l'articolo qui presente dal titolo "Estinzione di Censi e Livelli (per non uso ventennale o per prescrizione)", pubblicato il 1 settembre 2017.